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10 Giugno 2019

Rapporti in conto corrente: ripartizione dell’onere probatorio nelle azioni tra banca e correntista (Cassazione Civile, Sez. I, sentenza n. 11543 del 2 maggio 2019)

La Corte di Cassazione ha di recente fornito precisi criteri guida nel riparto dell’onere probatorio nel contenzioso fra la banca ed il correntista in presenza di una produzione parziale degli estratti del conto corrente. In primo luogo la Corte ha ricordato come l’estratto conto non costituisce l’unico mezzo di prova attraverso cui ricostruire le movimentazioni del rapporto, infatti, quest’ultimo consente di avere un appropriato riscontro dell’identità e consistenza delle singole operazioni poste in atto. Tuttavia, in assenza di alcun indice normativo che autorizzi una diversa conclusione, non può escludersi che l’andamento del conto possa accertarsi avvalendosi di altri strumenti rappresentativi delle intercorse movimentazioni. In questo caso, una volta che sia stata esclusa la validità della pattuizione di interessi ultralegali o anatocistici a carico del correntista e si riscontri la mancanza di una parte degli estratti conto, i Giudici di legittimità, hanno tenuto ben distinte le ipotesi in cui il correntista sia convenuto da quello in cui sia attore in giudizio:

a) nella prima ipotesi l’accertamento del dare e avere può attuarsi con l’impiego di mezzi di prova idonei a fornire indicazioni certe e complete che diano giustificazione del saldo maturato all’inizio del periodo per cui sono stati prodotti gli estratti conto. Inoltre, possono valorizzarsi quegli atti che vanno ad escludere che, con riferimento al periodo non documentato da estratti conto, questi abbia maturato un credito di imprecisato ammontare (tale da rendere impossibile la ricostruzione del rapporto di dare e avere tra le parti per il periodo successivo), così che i conteggi vengano rielaborati considerando pari a zero il saldo iniziale del primo degli estratti conto prodotti;

b) nel caso di domanda proposta dal correntista l’accertamento del dare e avere può del pari attuarsi con l’utilizzo di prove che forniscano indicazioni certe e complete atte a dar ragione del saldo maturato all’inizio del periodo per cui sono stati prodotti gli estratti conto. Inoltre, ci si può inoltre avvalere di quegli elementi che consentano di affermare che il debito nell’intervallo non documentato sia inesistente o inferiore al saldo passivo iniziale del primo degli estratti conto prodotti o che permettano addirittura di affermare che in quell’arco di tempo sia maturato un credito per il cliente stesso. Diversamente, si devono elaborare i conteggi partendo da tale saldo debitore.

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