http://www.studiodellunto.eu/wp-content/themes/fullscreen
altro

Rightbox

10 Giugno 2019

L’acquirente è onerato della prova di eventuali vizi della cosa venduta (Corte di Cassazione, Sez. Unite, sentenza n. 11748 del 3 maggio 2019)

La Corte di Cassazione ha stabilito che in materia di garanzia per i vizi della cosa venduta di cui all’art. 1490 c.c., il compratore che esercita le azioni di risoluzione del contratto o di riduzione del prezzo di cui all’art. 1492 c.c. è gravato dell’onere di offrire la prova della esistenza dei vizi. La vicenda prende le mosse da una S.r.l. acquirente di beni mobili che aveva proposto opposizione a decreto ingiuntivo eccependo che il mancato pagamento dei beni era giustificato dalla inidoneità degli stessi a perseguire il fine per cui erano destinati. La Corte ha rilevato che sul punto sussistono due orientamenti opposti. Il primo, sostiene che nelle azioni di garanzia dei vizi della cosa venduta, l’onere della prova dei difetti e delle eventuali conseguenze dannose, nonché della esistenza del nesso causale fra i primi e le seconde, fa carico al compratore che faccia valere la garanzia. Il secondo, invece, afferma che, il creditore, sia che agisca per la risoluzione contrattuale o per il risarcimento del danno, deve provare soltanto la fonte (negoziale o legale) del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre grava sul debitore convenuto l’onere della prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa costitutivo dell’avvenuto adempimento. La Corte, ha accolto l’ultimo orientamento, stabilendo altresì che in tema di compravendita, l’obbligazione posta a carico del venditore è di risultato, in quanto l’interesse perseguito dall’acquirente è soddisfatto con la consegna di un bene in grado di realizzare le utilità alle quali, secondo quanto pattuito, la prestazione sia preordinata. Ne consegue che all’acquirente sarà sufficiente denunciare la presenza di vizi o di difetti che rendano la cosa inidonea all’uso alla quale è destinata o che ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore, essendo a carico del venditore l’onere di dimostrare, anche attraverso presunzioni, di avere consegnato una cosa che sia conforme alle caratteristiche del tipo ordinariamente prodotto ovvero la regolarità del processo di fabbricazione o di realizzazione del bene. Nel caso in cui venga fornita tale prova, sarà onere del compratore dimostrare l’esistenza di un vizio o di un difetto intrinseco della cosa, ascrivibile al venditore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *